Ex Oriente lux

a ricordo di Mons. Rodolfo Enrico Galbiati (1914-2004)

 

    La celebre espressione di Friedrich Delitzsch esprime efficacemente il rapporto che Mons. Galbiati ebbe con l'Oriente e si addice a questa rivista, di cui Egli fu un assiduo lettore e che nel 1989 ospitò anche un suo articolo: L'antichità di un simbolismo liturgico: il trasporto dei santi Doni come sepoltura di Cristo, [«Oriente Cristiano» 29, 1-2 (1989), 11-17].

    Mons. Galbiati amò l'Oriente fin dalla sua giovane età e volle conoscerlo nel modo migliore e più corretto, studiandone le lingue, che gli permettevano di accedere direttamente alla sua ricchezza letteraria e spirituale. Egli sfruttò appieno il 'dono delle lingue', di cui fu straordinariamente dotato, non solo per conoscere i testi, ma anche per pregare con essi e, in alcuni casi, poter celebrare la liturgia in lingua originale. Le sue vastissime conoscenze dell'Oriente semitico e dell'Oriente cristiano non furono mai solo 'accademiche', perchè coinvolgevano completamente la sua persona e la sua grandissima sensibilità: dietro i testi egli riusciva a cogliere lo spirito di chi li aveva composti, l'anima di chi li aveva scritti, la fede delle comunità religiose che li hanno tramandati lungo i secoli, si trattasse di una lamentazione babilonese, di un Salmo biblico, di un Inno rinvenuto nelle grotte di Qumran, di una preghiera greca o siriaca. Quando un'anima è grande entra subito in sintonia con chi le sta davanti, di persona o solo attraverso una pagina scritta anche centinaia di anni fa.

    La sua passione per la Parola di Dio rivelata nella Bibbia e proclamata nella liturgia fece sì che egli dedicasse la sua vita allo studio della Bibbia stessa e delle sue traduzioni antiche (greche, latine, aramaiche, siriache, soprattutto) e verificasse, come Censore ecclesiastico, l'esattezza di tante nuove traduzioni bibliche (e specie dei Vangeli) in lingue moderne, perchè nuove genti potessero accostarsi al testo biblico nella loro lingua madre. La medesima passione lo portò a studiare altri riti cristiani e a desiderare di celebrare la liturgia in essi. Forse l'apertura alla ricchezza rituale dell' Oriente gli venne proprio dall'amore e dallo studio del rito ambrosiano e delle sue matrici orientali: in esso era nato e cresciuto, aveva maturato la sua vocazione sacerdotale, in esso avrebbe svolto la sua attività di studioso e il suo magistero, nella nuova edizione dei suoi testi liturgici e di preghiera (Nuovo Messale Ambrosiano a cui lavorò soprattutto per le letture della Quaresima e i Canti) avrebbe profuso tanto tempo, impegno e fatica. Ma lui stesso amava riconoscere l'importanza decisiva dell'influsso che aveva ricevuto dall'insegnamento del Card. A. Bea durante gli anni trascorsi al Pontificio Istituto Biblico. In questa competenza linguistica eccezionale, in questa conoscenza profonda delle fonti, in questo sguardo veramente 'cattolico' (nel senso etimologico del termine) sulle peculiarità di ogni chiesa fu il suo personale contributo al cammino ecumenico, che fonda le sue radici nella conoscenza e nel rispetto reciproci, senza facili irenismi e tanto meno 'commistioni' approssimative di riti di tradizione diversa.

    Chi ha seguito e partecipato alle celebrazioni liturgiche in rito bizantino presiedute da Mons. Galbiati, può testimoniare quanto egli fosse estremamente accurato e preciso nel seguire il rituale, quanto fosse esigente con chi lo aiutava in tali celebrazioni, non lasciando nulla all'improvvisazione e al caso. Quanto l'aderenza alle norme liturgiche gli stesse a cuore emergeva anche dalla preoccupazione che nei giorni precedenti accompagnava i preparativi: dal Pane per l'Eucaristia ai 'bagnini' per l'acqua dei riti battesimali, all'entusiasmo con cui si dedicava ad essi e alla riflessione per la composizione dell'omelia, spesso in lingua diversa da quella in cui officiava la celebrazione.

    L'attenzione ai minimi particolari liturgici era parallela a quella che egli prestava alle persone che incontrava sul suo cammino, a tutte indistintamente, di qualsiasi estrazione economica e culturale fossero, di ogni età e lingua: ma i bambini erano ancor più oggetto della sua accoglienza affettiva e spirituale. Con loro c'era una sintonia istintiva: la loro semplicità, il loro stupore della vita era il medesimo che ha sempre brillato negli occhi chiari di Monsignore, quasi amplificato dagli occhiali dalla montatura scura che li incorniciavano, fino alla fine. Nessuno s'è mai sentito a disagio con lui,  nessuno s'è mai allontanato da lui come quando gli si era avvicinato: ognuno se ne andata più ricco di sapienza, di scienza, di aiuti scientifici, dottrinali, materiali: la sua naturale riservatezza e il suo aspetto imponente e ieratico non sono stati sufficienti a tenergli lontano qualche 'profittatore'..., ma in realtà chi ha creduto di approfittarsi di lui, della sua bontà e dei suoi averi non ha vinto in furbizia... Mons. Galbiati  era sempre  consapevole di quello che rischiava e ben più attento di quanto non desse a vedere...e talvolta si confidava divertito di ciò che aveva colto dei comportamenti altrui all'insaputa degli interessati: qui stava la sua 'rivincita' evangelica!

    Tutto era 'calcolato' e frutto della sua scelta di vita, in cui una trasparenza disarmante era lo specchio di un'anima superiore, serena in qualsiasi prova, ma non per sprovvedutezza, quanto come conquista di una spiritualità profondissima, di una fede incrollabile e di un'autoironia assai vivace. Nulla nella sua vita, come nelle celebrazioni che presiedeva era lasciato al caso: il rigore e la precisione dominavano tutti i campi della sua instancabile attività di sacerdote e di studioso.

     I suoi studi e le sue pubblicazioni ne rimangono la testimonianza più evidente e duratura: una documentazione attenta ed estremamente accurata, facilitata da tutte le lingue antiche e moderne che possedeva, un'intelligenza acutissima esercitata fin dalla fanciullezza a cercare il perchè delle cose, dei fenomeni culturali e religiosi, una linearità di ragionamento di una mente eccelsa e una chiarezza espositiva da cui traspare la chiarezza delle idee e la limpidezza delle intuizioni.

    In un unico ambito Mons. Galbiati non applicò mai rigore: nel giudicare le persone e le idee, perchè non si scandalizzava di nessuno e di nulla, dimostrando un'apertura intellettuale e umana, una misericordia vissuta quotidianamente in grado di farci intuire e vedere in filigrana quanto deve essere sconfinata quella del Padre Celeste. Egli possedeva le doti innate del 'maestro', esigente con gli allievi in modo da far loro dare il massimo, ma sempre incoraggiante, come chi capisce la fatica dell'imparare, del migliorare continuamente, del non desistere dall'impegno: di chi, pur parlando dalla cattedra non ha mai smesso di star seduto fra i banchi, ricorda le 'intemperanze' dei giovani, sa ridere dei loro scherzi, si sente loro alleato nelle loro piccole battaglie contro un'autorità arcigna e talvolta rigida che fa di una disciplina inflessibile un'arma di potere (ne sono esempio le 'alleanze' con i seminaristi quando insegnava in Seminario, il patrocinio delle richieste di 'aggiornmento della prassi' dei ragazzini delle colonie estive, tra cui amava trascorrere le ferie come assitente spirituale).

     Non è certo in poche righe che si può illustrare una personalità come quella di Mons. Galbiati, che sfugge a qualsiasi classificazione o incasellatura, ma che ha colpito tutti quelli che a lui si sono avvicinati senza secondi fini: le persone che lui ha amato sono tantissime, un grandissimo numero quelle che senza dubbio lo ricordano con gratitudine e con affetto. E' compito di tutte queste tenerne viva la memoria e imitarne l'esempio pur nella limitatezza della propria persona, farsi eco della sua vita, del suo insegnamento, della sua umiltà perchè anche attraverso questa 'tradizione' viva, oltre che per mezzo delle sue opere, sia propagata la ricchezza del dono che Mons. Galbiati è stato per la chiesa.

 

Profilo biografico di Mons. Rodolfo Enrico Galbiati

   

    Nato a Giussano il 4 febbraio 1914, dopo essere stato alunno dei Seminari Milanesi dalla IV ginnasio (1928), il 22 maggio 1937 è ordinato sacerdote entrando a far parte della famiglia religiosa diocesana degli Oblati dei SS. Ambrogio e Carlo. Il 30 settembre consegue la Licenza in S. Teologia nella Facoltà Teologica di Venegono. Dal 1938 al 1941 è allievo del Seminario Lombardo e frequenta il Pontificio Istituto Biblico, a Roma. Nell'ottobre 1941 comincia l'insegnamento di 'Sacra Scrittura' nel Seminario di Venegono e nel 1952 nei corsi della Facoltà Teologica di Venegono, nella quale nel 1955 è nominato Professore Ordinario. Negli anni 1941-1955 insegna nei Seminari Milanesi 'Teologia orientale', dal 1941 al 1950 'Greco biblico', dal 1950 al 1974 'Ebraico'. Tiene inoltre corsi speciali agli alunni dei Seminari Milanesi nel biennio per il dottorato in S. Teologia dirigendo tesi di laurea su argomenti di teologia russa.

    Nel 1947 compare fra i fondatori dell'Associazione Biblica Italiana; viene eletto ripetutamente membro del Consiglio di Presidenza della stessa (1952, 1954, 1958, 1962, 1966) e prende parte attivamente come relatore (e organizzatore) alle attività da essa promosse.

   Nel 1953 è nominato 'Dottore della Biblioteca Ambrosiana' e Canonico onorario della Basilica di S. Ambrogio. Nel 1954 consegue la 'Laurea in Scienze Bibliche' presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma con la tesi: La struttura letteraria dell'Esodo. Contributo allo studio dei criteri stilistici dell'A.T. e della composizione del Pentateuco, dopo la cui pubblicazione integrale nel 1956, consegue il 'Dottorato in Scienze Bibliche'.    

    Nel 1956 il Card. E. Tisserant, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, concede a Mons. Galbiati la facoltà di celebrare la Santa Liturgia nel Rito bizantino e di seguire anche l'Ufficiatura bizantina. Dal 1957 gli è concesso il Biritualismo, dapprima solo per la celebrazione della S. Messa e la recita dell'Ufficio, dal 1958 esteso all'amministrazione dei S. Sacramenti. Celebra la prima messa in rito bizantino al Sacro Monte di Varese il 31 maggio 1957.

    Dal 1958 in poi accompagna più di trenta pellegrinaggi in Terra Santa come guida. Dagli anni '60 è 'Censore' della Curia per le nuove pubblicazioni con particolare attenzione a quelle di carattere biblico in lingue di competenza non comune (come lingue degli zingari e degli Indiani d'America, Tamil e così via).

    Partecipa alle due ultime sessioni (III: 14/10-21/11/1964; IV: 14/10-8/12/1965) del Concilio ecumenico Vaticano II come 'Perito esperto delle chiese orientali' e teologo personale del Card.G. Colombo (nonchè autore della versione latina degli interventi del suddetto).

    Dall'a.a.1965/1966 all'a.a.1973/1974 è Docente incaricato dell'Università Cattolica tenendo corsi di 'Ebraico e lingue semitiche comparate', poi di 'Filologia veterotestamentaria' e 'Filologia neotestamentaria'. Durante questo periodo egli guida sia tesi di 'Laurea in Lettere classiche' (10) sia tesi di 'Perfezionamento in Lingue e letterature orientali' (3) di vario argomento e competenza linguistica nell'ambito delle lingue semitiche (ebraico, aramaico, siriaco, accadico, arabo), in campo orientalistico, biblico e giudaistico. Nel 1967 consegue a Roma la 'Libera Docenza in Filologia Biblica'. Nel medesimo anno è nominato 'Consultore della Pontificia Commissione per la Neo Volgata' (riconfermato nel 1973). E' anche Consultore della 'Commissione biblica'.

    Nel 1968 è nominato 'Archimandrita' e membro onorario del Capitolo di Piana degli Albanesi dal Vescovo di Piana, per le sue benemerenze nel campo dell'Ecumenismo, delle Scienze dell'Oriente cristiano e nella sua attività in favore dei fedeli di Rito bizantino. Dal 1970 presiede la celebrazione liturgica festiva e amministra i sacramenti prima per la comunità rumena (in rumeno e in greco) poi per quella albanese (in greco e italiano). Nel febbraio 1970 è inviato in missione speciale dal Card. G. Colombo al Patriarca Atenagora.

    Nel 1973 è nominato membro della rinnovata Congregazione del Rito Ambrosiano per la sua intensa attività nel lavoro di riforma del Messale e del Breviario ambrosiani. Nel 1974 deve lasciare l'insegnamento sia in Università Cattolica sia nei Seminari Milanesi in ossequio al nuovo regolamento dell'Ambrosiana.

    Con decreto del 1983, confermato successivamente nel 1992, il Card. C. M. Martini nomina Mons. Galbiati 'Assistente ecclesiastico dei fedeli italo-albanesi residenti nella diocesi ambrosiana'.

    Dal 1984 al 1989 è 'Prefetto dell'Ambrosiana', carica declinata nel 1966, poi 'Prefetto emerito' continuando con dedizione e straordinaria competenza la catalogazione dei fondi orientali fino a quando la salute glielo ha permesso. Durante la sua Prefettura si ha il varo del progetto di restauro e l'avvio dei lavori del medesimo (1989-1997).

    I1 7 dicembre 1988 è insignito dal Comune di Milano con la medaglia d'oro di benemerenza civica, l'Ambrogino d'oro. I1 12 luglio 1991 Giovanni Paolo II gli conferisce il titolo di 'Protonotario apostolico'. Nel 1993 viene concessa a Mons. Galbiati dal Custode di Terra Santa la 'Croce del pellegrino' per la sua attività (come guida  di pellegrinaggi e autore della Guida biblica e turistica).

    Il 25 marzo 1996 è insignito della 'Laurea honoris causa in lettere classiche' dall'Università Cattolica del S. Cuore di Milano.

    Nel Natale del 2001 il Comune di Verano Brianza, per onorare la presenza di Mons. Galbiati, che dal mese di luglio è stato qui accolto dal parroco don G. Aldeni, lo festeggia come 'Veranese dell'anno'. Nel dicembre 2003 viene insignito del 'Premio Isimbardi', medaglia d'oro di Riconoscenza della Regione Lombardia.  Il 4 marzo 2004, un mese dopo aver compiuto i 90 anni, Mons. Galbiati si spegne serenamente dando fino alla fine un esempio eccezionale di fede e di accettazione della sofferenza.

 

    Mi è sembrato opportuno riportare qui i titoli degli studi di Mons. Galbiati inerenti questioni storiche, teologiche, liturgiche ed ecumeniche riguardanti l'Oriente cristiano, in modo da facilitare nella ricerca e nel reperimento di questi scritti chi fosse interessato.

 

  1. 1«Milano e l'Oriente; Rapporti storici e liturgici», in Per l'unità della Chiesa; Conferenze    tenute nel santuario di S. Bernardino alle ossa in Milano', Società Editoriale Lombarda, Milano 1945, 61-65. 

  2. 2«La filosofia di N. Berdjajev», in 'La Scuola Cattolica' 76 (1948), 195-220. = E. R. Galbiati , 'Scritti minori', 2 tomi in un volume, a cura di G. Ghiberti - G. Giavini - G. Luciani - A. Passoni Dell'Acqua, Paideia, Brescia 1979, vol. II, 793-825. 

  3. 3«Berdjajev e l'unione delle Chiese», in La Scuola Cattolica 77 (1949), 349-351 = Scritti minori, vol. II, 827-829. 

  4. 4«Inni all'Assunta della liturgia bizantina», in Ambrosius 26 (1950), 125-126. 

  5. 5«Due inni all'Assunta della liturgia bizantina», in Arte Cristiana 37 (1950), 112-115. 

  6. 6«Il culto a Maria nelle Chiese Orientali», in R. Spiazzi (a cura di), Enciclopedia Mariana; Theotocos, Bevilacqua e Solari, Genova 1954 (21959), 388-406. 

  7. 7«I manoscritti etiopici dell'Ambrosiana (Breve inventario)», in Studi in onore di Carlo Castiglioni, prefetto dell'Ambrosiana (Fontes Ambrosiani 32), A. Giuffré, Milano 1957, 341-353. 

  8. 8«Differenze dogmatiche tra gli ortodossi e la Chiesa Cattolica», in Unitas 1 (1957), 120-123. 

  9. 9«Mons. Giustini De Jacobis apostolo dell'unità cattolica», in Unitas 1 (1957), 161-166. 

  10. 10«Corrispondenze rituali tra Oriente e Occidente con particolare riguardo alle riforme liturgiche di S.S. Pio XII», in Ambrosius 34 (1958), 3-16 = Scritti minori, vol. II, 733-749. 

  11. 11«Il battesimo nella Chiesa Ortodossa», in Ambrosius 34 (1958), 96-98. 

  12. 12«La Quaresima e la Settimana Santa nel rito bizantino», in Unitas  2 (1958), 33-40. 

  13. 13Il movimento ecumenico, Associazione Internazionale Unitas, Milano 1959. 

  14. 14«Il periodo del Pentecostario nel Rito Bizantino», in Unitas 3 (1959), 76-83. 

  15. 15«Il Cristo nelle liturgia bizantina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 1,2 (1960), 3-4. 

  16. 16«La gioia pasquale nella liturgia bizantina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 1,4 (1960), 3-4. 

  17. 17«Preghiere alla Madre di Dio», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 1,5 (1960), 3-4. 

  18. 18«I santi Pietro e Paolo nella liturgia bizantina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 1,6 (1960), 3-4. 

  19. 19«L'Epifania nel Rito Bizantino», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,13 (1961), 3-4. 

  20. 20«La presentazione al tempio nella Liturgia Bizantina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,14 (1961), 3-4. 

  21. 21«L'Annunciazione nel Rito Bizantino», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,15 (1961), 3-4. 

  22. 22«Le Mirofore nell'Ufficio della Risurrezione», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,16 (1961), 3-4. 

  23. 23«La Pentecoste nel Rito Bizantino», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,17 (1961), 3-4. 

  24. 24«La Presentazione della Vergine nella Liturgia Bizantina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,23 (1961), 3-5. 

  25. 25«San Nicola: il pastore buono e soccorritore universale», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 2,24 (1961), 3-4. 

  26. 26«Celebrazione del Vespro nella Chiesa Bizantina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 3,25 (1962), 3-4. 

  27. 27«Il Vespro nel Rito Bizantino: Il Lucernale», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 3,26 (1962), 3-4. 

  28. 28«Il Vespro nel Rito Bizantino: La Salmodia Vespertina», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 3,27 (1962), 4-6. 

  29. 29«Il Vespro nel Rito Bizantino: Il solenne Ingresso», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 3,28 (1962), 3-5. 

  30. 30«Il Vespro nel Rito Bizantino: Gli Aposticha e la conclusione», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 3,29 (1962), 5-6. 

  31. 31«Il Vespro nel Rito Bizantino: La Lití e la benedizione dei pani», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 3,30 (1962), 3-4. 

  32. 32«I fondi orientali minori (siriaco, etiopico, armeno) dell'Ambrosiana», in Atti del convegno: La Lombardia e l'Oriente 11-15 giugno 1962, Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere, Milano 1963, 190-199 = Scritti minori, vol. II, 831-842. 

  33. 33«La celebrazione del Mattutino nel Rito Bizantino (I)», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 4,42 (1963), 3-5. 

  34. 34«Il Mattutino nel Rito Bizantino: I. La Salmodia», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 4,45-46 (1963), 3-4. 

  35. 35«Il Mattutino nel Rito Bizantino: I. La Salmodia (continua)», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 4,47 (1963), 3-4. 

  36. 36«Il Mattutino nel Rito Bizantino: III. Il Canone», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,49 (1964), 3-7. 

  37. 37«Il Mattutino nel Rito Bizantino: III. Il Canone (continua)», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,50 (1964), 3-5. 

  38. 38«Il Mattutino nel Rito Bizantino: IV. Le Lodi», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,51 (1964), 3-5. 

  39. 39«Le ore dell'Ufficio Bizantino: L'Ora Prima», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,52 (1964), 3-6. 

  40. 40«Le ore dell'Ufficio Bizantino: Terza, Sesta, Nona», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,53 (1964), 3-5. 

  41. 41«Le ore dell'Ufficio Bizantino: Terza, Sesta, Nona (continuazione e fine)», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,54 (1964), 3-6. 

  42. 42«Caratteristiche della mentalità ecumenica. Lineamenti teologici e psicologici», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 5,57-58 (1964), 3-9. 

  43. 43«Riti e strumenti della comunione sotto le due specie in Oriente e in Occidente», in Arte Cistiana 52 (1964), 97-105. 

  44. 44«Educazione al senso ecumenico; Linee teoriche e pratiche», in La Scuola Cattolica 92 (1964), 54-61 = Scritti minori, vol. II, 683-692. 

  45. 45«Il decreto del Concilio sull'Ecumenismo (I)», in Russia Cristiana 7,61 (1965), 3-6. 

  46. 46«Il decreto del Concilio sull'Ecumenismo (II)», in Russia Cristiana 7,62 (1965), 3-6. 

  47. 47«Il decreto conciliare sulle Chiese Orientali Cattoliche», in Russia Cristiana 7,63 (1965), 3-8. 

  48. 48«Il significato ecumenico della Costituzione conciliare De Ecclesia», in Russia Cristiana Ieri e Oggi 7,69-70 (1965), 3-18. 

  49. 49«I decreti conciliari sull'ecumenismo e sulle Chiese Orientali Cattoliche», in La Scuola Cattolica 93 (1965), 203-210 = Scritti minori, vol. II, 693-702. 

  50. 50«I sacramenti: ponti o muri tra l'Ortodossia e Roma? A proposito di una conferenza del vescovo di Meudon (I)», in Russia Cristiana 8,76 (1966), 3-7 = Scritti minori, vol. II, 723-732. 

  51. 51«I sacramenti: ponti o muri tra l'Ortodossia e Roma? A proposito di una conferenza del vescovo di Meudon (II)», in Russia Cristiana 8,77 (1966), 3-7 = Scritti minori, vol. II, 723-732. 

  52. 52«Aspetti ecumenici della “Dei Verbum”», in Ut Unum Sint. Rivista Ecumenica 7,18 (1968), 46-54 = Scritti minori, vol. II, 707-716. 

  53. 53«Il card. Agostino Bea (in memoriam)», in La Scuola Cattolica 97 (1969), 153-155 = Scritti minori, vol. II, 703-706. 

  54. 54«La deificazione (theōsis) nei padri orientali», in Simposio Cristiano 1 (1971), 23-35 = Scritti minori, vol. II, 779-792. 

  55. 55«Ennodio Apostolo dell'Unità Ecclesiale», in E. Galbiati - A. Poma - L. Alfonsi, Magno Felice Ennodio (474-521). Contributi nel XV centenario della nascita, Premessa di F. Gianani, Basilica di San Michele Maggiore, Pavia 1975, 6-9. 

  56. 56«La dottrina di Sant'Atanasio sull'incarnazione del Verbo», in Simposio Cristiano 2 (1976), 30-41. 

  57. 57«Rapporti culturali dell'Armenia con l'Occidente nella documentazione della Biblioteca Ambrosiana», in Bazmavep 135,3-4 (1977), 709-717. 

  58. 58«L'antichità di un simbolismo liturgico: il trasporto dei santi Doni (offertorio) come sepoltura di Cristo», in Simposio Cristiano 4-5 (1978-1979), 34-40. 

  59. 59Scritti minori, 2 tomi in un volume, a cura di G. Ghiberti - G. Giavini - A. G. Luciani - A. Passoni Dell'Acqua, Paideia, Brescia 1979. 

  60. 60E. R. Galbiati (Testi di), Monte Athos. La repubblica della fede, Fotografie di N. Mavroyenis (L'Universo dello Spirito), A. Mondadori, Milano 1982 [tradotto in tedesco: Berg Athos. Die Klöster der Stille (Die Welt der Religionen 13), Herder, Freiburg a.M. - Basel 1983; in francese: Le Mont Athos; La république de la foi (Les Hauts Lieux de la Spiritualité), Éd. Robert Laffont, Paris 1985; in spagnolo:Monte Athos; La república de la fé (El Universo del Espíritu 14), Orbis Montena, Madrid 1985]. 

  61. 61«L'ecclesiologia russa», in L. Vaccaro (a cura di), Storia religiosa della Russia (Ricerche 13), La Casa di Matriona - Fondazione Ambrosiana Paolo VI, Milano - Gazzada 1984 (21988), 113-121. 

  62. 62«Gli Armeni e l'Italia nella documentazione della Biblioteca Ambrosiana», in G. Ieni - G. Uluhogian (a cura di), Atti del Terzo Simposio Internazionale di Arte Armena: 1981, Milano, Vicenza, Castelfranco V., Piazzola sul Brenta, Venezia, 25 settembre - 1 ottobre, San Lazzaro, Venezia 1984, 183-186. 

  63. 63«La liturgia bizantino-slava come fonte ed espressione della spiritualità russa», in Servitium [Serie III] 22 (1988), 27-35 =http://www.larici.it/culturadellest/icone/galbiati/, 15 marzo 2004, 1-3. 

  64. 64«Ruolo della Badia di Grottaferrata nella considerazione del rito greco nel mondo latino», in Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata. Nuova Serie 42, lug-dic (1988), 183-195. 

  65. 65«Il Settimo Concilio Ecumenico nella liturgia e nell'iconografia bizantina», in «Atti del Simposio in Università Cattolica sul Concilio di Nicea II, 17-18 marzo 1987 “Icona e iconoclastia” - Giornate di studio in occasione del XII centenario del Concilio Niceno II», in Arte Cristiana  76 (1988) 34-37. 

  66. 66 Inventario dei microfilms di mss. arabi: fatti e mandati dall'Istituto di mss. arabi del Kuwait, Biblioteca Ambrosiana, Milano 1989. 

  67. 67«L'antichità di un simbolismo liturgico: il trasporto dei santi Doni come sepoltura di Cristo», in Oriente Cristiano 29,1-2 (1989), 11-17. 

  68. 68«L'orientalistica nei primi decenni di attività», in Storia dell'Ambrosiana: Il Seicento, Testi di A. Annoni et alii, Direttore editoriale M. Lanza, CARIPLO - Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano 1992, 89-120. 

  69. 69«Il Testamento di Adamo in un codice arabo della Biblioteca Ambrosiana», in F. Manns - E. Alliata (a cura di), Early Christianity in Context: Monuments and Documents (SBF.CM 38), Franciscan Printing Press, Jerusalem 1993, 459-472. 

  70. 70«Tesori dell'Ambrosiana dall'Egitto cristiano», in Ca' de Sass n. 122 (1993), 10-15. 

  71. 71«Tipologia di alcune icone», in Simposio Cristiano 11 (1994), 65-72. 

=http://www.webitaly.com/hellenismos/articles/icone.htm, 18 marzo 2004, 1-5.

  1. 72C. P. Charalambidis, «Rappresentazioni iconografiche del santo dentrite David di Salonicco», Traduzione dal greco di E. R. Galbiati, in Simposio Cristiano 11 (1994), 127-131. 

  2. 73Padre nostro” nelle lingue di tutto il mondo; 250 lingue per 2000 anni di storia, Traslitterazione dei testi a cura di E. R. Galbiati et alii, Piemme, Casale Monferrato, AL 1995 =Oratio Dominica in CCL linguas versa et CLXX characterum formis vel nostratibus vel peregrinis expressa, curante P. Marietti, Tipografia di Propaganda Fide, Civitas Vaticana 1870. 

  3. 74« Cenni di storia della pittura sacra bizantina », in Icona Parola Preghiera 1,2 (1995), 6-12. 

  4. 75Santa Teodora Augusta: l'imperatrice che ha ristabilito il culto delle icone nelle vicende storiche del suo tempo, Prefazione di G. Bova, Accademia Teodoriana, [Alessano] 1995. 

  5. 76«La versione dei LXX: influsso sui Padri e sulla liturgia greca e latina», in «Septuaginta. Libri sacri della diaspora giudaica e dei cristiani; Atti della giornata di studio, 28 novembre 1995», in Annali di Scienze Religiose 1 (1996) 57-70. 

  6. 77« Il posto delle icone nelle case e nella chiesa », in Icona Parola Preghiera 2,3 (1996), 8-11. 

  7. 78« L'immagine di Maria nella tradizione. Breve storia  dell'iconografia mariana», in Icona Parola Preghiera 2,4 (1996), 6-10. 

  8. 79« L'icona aiuto alla preghiera », in Icona Parola Preghiera 3,5 (1997), 7-12. 

  9. 80« La trasfigurazione: iconografia e spiritualità », in Icona Parola Preghiera 3,6 (1997), 6-11. 

  10. 81« L'aspetto fisico di Gesù nell'iconografia tradizionale », in Icona Parola Preghiera 4,7 (1998), 8-12. 

  11. 82Messale della Divina Liturgia della Chiesa Siro-Ortodossa di Antiochia, Traduzione di I. Unal, Introduzione di E. R. Galbiati, Milano 1999. 

  12. 83«La diffusione del Cristianesimo e il rapporto con culture diverse. Intervento al Meeting per l'Amicizia fra i Popoli, 18 agosto 1986», in http://www.augustea.it/dgabriele/italiano/s_diffusione.htm, 15 marzo 2004, 1-6. 

  13. 84«La liturgia bizantino-slava come fonte ed espressione della spiritualità russa», in http://www.larici.it/culturadellest/icone/galbiati/, 15 marzo 2004, 1-3 =Servitium [Serie III] 22 (1988), 27-35. 

  14. 85«Tipologia di alcune icone», in http://www.webitaly.com/hellenismos/articles/icone.htm, 18 marzo 2004, 1-5 =Simposio Cristiano 11 (1994), 65-72. 

 

          Per la bio-bliografia completa di R.E. Galbiati si rinvia a M. Adinolfi - A. Passoni Dell'Acqua (a cura di), Enrico Rodolfo Galbiati Un Maestro, Portalupi editore, Casale Monferrato 2004 e G. Borgonovo - A. Passoni Dell'Acqua, « Mons. Rodolfo Enrico Galbiati (1914-2004) in memoriam », La Scuola Cattolica CXXXII (2004) 4, 637-700.

 

Anna Passoni Dell'Acqua

Milano, Pasqua del Signore 2005